Rifugio Dorigonii

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Rifugio Dorigoni - prateria alpina
Rifugio Dorigoni - prateria alpina

Rododendri lungo il sentiero che porta al Rifugio Dorigon
Rododendri lungo il sentiero che porta al Rifugio Dorigon

Parco Nazionale dello Stelvio - Anemone
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Farfalle sull'Arnica
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Botanica (a cura della Commissione Scientifica della SAT)


Punto di osservazione A:
prateria alpina Il Rifugio si trova nella fascia delle praterie alpine. Nei pressi del Rifugio è possibile osservare la variazione della composizione floristica della prateria in relazione con la geomorfologia. Sui dossi maggiormente esposti al vento diviene dominante una carice che presenta foglie caratteristicamente ricurve: Carex Curvula. Questa specie dà origine ad una formazione erbosa, detta "curvuleto", che è tipica delle praterie alpine su substrato siliceo. Un esempio significativo è presente sul dosso circa 150-200 m a Nord-Est del Rifugio. Insieme con abbondante Carex Curvula, si trovano qui Primula glutinosa, l'endemica Primula daonensis, il Trifolium alpinum, Minuartia recurva e Veronica bellidioides.

Un secondo aspetto della prateria alpina è dato dalle zone più o meno pianeggianti e quindi meno soggette al vento, dove è particolarmente diffusa la graminacea Nardus stricta, dai densi cespugli di foglie sottili e tenaci. Questa formazione erbosa, che viene detta "nardeto", può essere osservata nelle leggere concavità del pianoro 50-150 m a Nord del Rifugio (punto di osservazione B). Il nardeto è diffuso di regola a quote inferiori rispetto al curvuleto; qui ci troviamo in un'area di contatto tra questi due tipi di prateria.

Punto di osservazione C:
Sul versante sassoso e ripido circa 200 m a Nord-Ovest del Rifugio la migliore esposizione al sole permette la crescita di ulteriori specie come il rododendro (Rhododendron ferrugineum) e il ginepro alpino (Juniperus communis subsq. nana), frequenti più a valle del Rifugio e a questa quota relegati alle posizioni con microclima più mite. Frequenti risultano anche i piccoli arbusti come i mirtilli, presenti qui con le specie Vaccinium gaultherioides (falso mirtillo) e Vaccinium myrtillus (mirtillo nero).

Punto di osservazione D: vegetazione "antropica".
La presenza dell'uomo, soprattutto per mezzo dell'apporto di sostanze azotate sotto le forme più disparate, ha causato visibili effetti sulla flora nelle immediate vicinanze del Rifugio, dando origine ad una vegetazione particolare detta "a megaforbie". In questo modo possono essere interpretate l'estesa macchia di nappello (Aconitum Napellus) alla base delle roccette sotto il Rifugio e di Cardamine amara lungo lo scolo del Rifugio. Anche i popolamenti di "alte erbe" alla base della rupe circa 200 m a Est-Nord-Est del Rifugio hanno la medesima origine: qui si trovano ancora il napello, l'ortica (Urtica dioica) ed il lampone (Rubus idaeus).

Punto di osservazione E: vegetazione nivale.
Lungo il torrente Rabbies, tra i sassi, si notano dense macchie di Cirsium spinosissimum, insieme con Luzula alpino pilosa e a qualche sporadico esemplare di un piccolo salice (Salix helvetica).

I versanti oltre il torrente (punto di osservazioneF), essendo esposto Nord-Est, è decisamente più freddo ed anche la flora varia notevolmente rispetto alle praterie che circondano il Rifugio. Nei punti dove il suolo è più stabile, Carex Curvula si accompagnano anche Loiseleuria procumbens, una pianta legnosa prostrata, e Luzula lutea; dove invece il suolo è sassoso e soggetto ad erosione, si trova un'ampia distesa di Luzula alpino pilosa, accompagnata da Veronica alpina e da un salice nano, Salix herbacea, tutte specie che indicano un periodo di innevamento decisamente lungo; qui è diffuso il lichene Soloria crocea, i cui talli striscianti sul terrreno sono verdi scuri sulla pagina superiore e arancioni su quella inferiore.

Punto di osservazione G: ambienti umidi.
Il laghetto circa 200 m Est del Rifugio permette di osservare alcune specie tipiche di zone umide della fascia alpina su substrato siliceo. Alla fine dell'estate saltano all'occhio le foglie nastriformi galleggianti sull'acqua di Sparganium angustifolium, specie non rara nei laghetti alpini ad acqua poco profonda. Lungo la sponda meridionale del laghetto si trova una fascia di Eriophorum angustifolium, riconoscibile in luglio per i pennacchi bianchi, in agosto e settembre per l'arrossamento di tutta la pianta; questa specie vive dove c'è acqua stagnante poco profonda. Tutto attorno al laghetto si trova una cintura di suolo torboso umido che vede la presenza di sfagni (parenti stretti dei muschi) e di alcune specie di carici (Carex fusca e Carex Echinata). Sul lato Sud-Est del laghetto c'è un cosiddetto "aggallato", in questo caso costituito da un denso strato di muschio e da Carex canescens che galleggia sull'acqua (si sconsiglia di camminarci sopra, non tanto per evitare di bagnarsi, quanto per non danneggiare questo raro e curioso aspetto naturalistico). Nei pressi del laghetto si trovano piccole sorgenti, con alcune specie strettamente legate a quest'ambiente come muschi e sassifraghe (Saxifraga stellaris e Saxifraga aizoides).

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